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Quanto è costata agli italiani la propaganda per il 'sì' di Renzi? Tralasciando gli elicotteri blu usati per i suoi spostamenti, le ingerenze verso gli italiani all'estero con l'invio di milioni di cartoline in violazione della privacy, gli eventi elettorali mascherati maldestramente in appuntamenti istituzionali e quant'altro, solo negli ultimi tre mesi quanto è costata in termini di produttività per il Paese la campagna elettorale h24 del premier? Cosa ha fatto il governo nelle ultime 12 settimane?

Gli italiani, domenica, hanno un'occasione storica: liberarsi del più inefficiente e impreparato presidente del Consiglio della storia della Repubblica.



Renzi si dice d'accordo sul vincolo di mandato? Poteva inserirlo nella riforma. Dice che avrebbe voluto ma, poverino, non c'erano i numeri in parlamento? L'unica verita' e' che senza i voltagabbana, senza chi ha preso in giro gli italiani e gettato nel cestino il mandato conferito dai cittadini, Renzi non esisterebbe piu' sulla scena politica da mesi. Con quest'ultima presa in giro l'onnipresente premier ha segnato un vero e proprio autogol e dato l'ennesimo buon motivo per votare 'NO'.

Gli italiani, domenica, avranno la possibilita' di riprendersi il Paese.



Ci sono fondi europei bloccati a Bruxelles e il problema e' nelle Regioni.

I fondi dal settennato precedente sono stati abbastanza sburocratizzati. C'e' ancora molto da fare di sicuro, ma abbiamo la possibilita' di accedere anche con gli stessi progetti a diverse linee.

I fondi nazionali a cui le Regioni possono accedere, compresa la Campania, sono attivi mentre sono fermi i fondi strutturali legati alle Regioni. Le Regioni non hanno ancora provveduto a presentare nulla quindi l'Europa, anche forte delle brutte esperienze degli anni passati, vuole vedere prima, preventivamente, prima di sbloccare i fondi per vedere dove vengono presentati.



Che il governatore della Campania De Luca fosse un personaggio sui generis lo sapevano tutti, ma le sue parole nei confronti della Bindi hanno superato il limite della decenza. Le sue accuse sono degne di un boss della mala e sono il frutto del nervosismo che regna nel Pd alla vigilia del referendum che porra' la parola fine al governo Renzi. Se questa e' la classe dirigente che esprime il Partito Democratico, meglio girare pagina e farlo anche in fretta.



Condivido la presa di posizione di Ghedini e confido che a Padova ogni rivalita' all'interno del centrodestra venga messa da parte in nome del buonsenso e della buona politica. Tutti sono chiamati a una grande prova di maturita'. E' necessario che il centrodestra ritrovi l'unita' e si ricompatti in un clima sereno e costruttivo, sia per il bene della citta' che per presentarsi in forze al referendum costituzionale. Non e' certo il momento delle divisioni, dei litigi, delle gelosie e delle ripicche. I cittadini hanno bisogno di tutto fuorche' di questo.



E' davvero paradossale che il partito piu' diviso al suo interno sul quesito referendario e' quello che lo propone, cioe' il Pd di Matteo Renzi. Come possono credere di convincere gli italiani sulla bonta' delle riforme quando nemmeno loro si mettono d'accordo e ne sono convinti. Questo e' un referendum che divide, che non migliora l'Italia e che assegna il potere nelle mani di poche persone. Ecco perche' il 4 dicembre gli italiani voteranno No.



La copertura mediatica che sta offrendo oggi la Rai sul fronte del terremoto sta mettendo in evidenza aspetti positivi perche' le dirette tv tempestive, l'edizione straordinaria del Tg1 subito dopo la scossa e la campagna informativa sui social sono elementi che qualificano una funzione da servizio pubblico. Ci auguriamo che questi segnali odierni non restino un caso isolato perche' la Rai deve essere al servizio del Paese reale e deve dare voce ad esso, non perdersi in logiche che nulla hanno a che fare con la funzione educativa e informativa che e' chiamata ad assolvere.



Renzi e' diventato oramai la caricatura di se stesso e non perde occasione per inondare tv e piazze di propaganda e discorsi tutti votati a raccogliere consensi che vanno oltre il merito del referendum. Renzi vuole un Si per avallare le sue ambizioni, ma queste non coincidono con quelle degli italiani, che vogliono un cambiamento autentico. Forza Italia e il centrodestra, unito, lavorano per un progetto di Paese e di riforma della Costituzione di segno decisamente opposto. Una Costituzione non si cambia a colpi di maggioranze bulgare in Parlamento e relegando quest'ultimo a ruolo di dependance di palazzo Chigi.



Renzi, oltre ad aver ridotto a pezzi il Paese, prende pure per i fondelli i giovani italiani, già costretti a emigrare all'estero per trovare un lavoro (crediamo che nemmeno al presidente del Consiglio siano sfuggiti i recenti dati sulla fuga dall'Italia).

Il premier abusivo dice che il vero problema è la crisi demografica e che 'non si può risolvere il problema come governo'? Ma come: e il 'Fertility day' del ministro Lorenzin? Ci dica il presidente del Consiglio: chi dovrebbe risolvere il problema al posto del governo? Renzi 'è più preoccupato dalla crisi demografica che da quella democratica'? Secondo lui 'servono riforme strutturali sul tema della famiglia'? Negli ultimi due anni e mezzo chi ha governato? Chi doveva rilanciare l'occupazione (secondo i dati Inps affossata) e di conseguenza la demografia? Ma è Renzi a parlare o è Crozza in una delle sue irresistibili gag?



"Non bisogna lasciare i Paesi soli: e' necessario fronteggiare questa enorme e incessante ondata migratoria con politiche europee serie e concrete. Se continueremo a farlo solo a parole verremo tutti travolti".

Lo dice Elisabetta Gardini, capogruppo di Forza Italia al Parlamento europeo, in apertura dei lavori del convegno 'Costruire la pace e la sicurezza per l'Europa e le popolazioni vicine', organizzato dal Partito Popolare Europeo nell'ambito del dialogo interculturale, all'hotel Mariott di Venezia. "Il Ppe" ha proseguito l'onorevole Gardini, "ha nel proprio dna i valori per rispondere a questo dramma. L'Europa deve essere unita e solidale nei confronti degli Stati membri: solo cosi' potremo sperare in una risoluzione dell'emergenza"