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Con le dichiarazioni rilasciate al piu' autorevole giornale tedesco, Il presidente dell'Eurogruppo Dijsselbloem ha offeso l'Italia e tutti i paesi del Sud Europa, dimostrando di non essere adatto a ricoprire il suo delicatissimo ruolo. Le dimissioni, a questo punto, sarebbero un atto dovuto, un gesto che non riparerebbe il torto subito da milioni di cittadini europei, ma rappresenterebbe perlomeno una presa di coscienza della gravita' delle parole pronunciate.



L'idea lanciata da Silvio Berlusconi di affiancare in Italia all'euro una "moneta nazionale" è una proposta concreta, sulla quale sarebbe bene riflettere attentamente.
Credo che sia arrivato il momento di affrontare il problema e di trovare delle soluzioni, perché ormai tutti riconoscono che la moneta unica ha dei problemi, anche lo stesso Giuliano Amato, che è uno degli autori, dei papà dell'euro, lo ha riconosciuto qui al Parlamento europeo durante la crisi di Cipro.
Amato disse "effettivamente noi abbiamo lanciato il cuore oltre l'ostacolo. Sapevamo che sarebbe stato rischioso avere una moneta unica basata non su un'unica economia, ma sulle singole economie nazionali. Adesso che c'è la crisi di Cipro, anche la piccola Cipro può mettere a rischio tutta la costruzione, mentre finché le cose andavano bene siamo andati avanti e le cose hanno resistito".
E' evidente che è una moneta che ha portato dei benefici, ma che ha delle criticità: per l'Italia è una moneta forte, per la Germania è una moneta meno forte dell'economia tedesca e del marco. Le analisi sono fioccate in questi anni e non si è vista una proposta concreta per affrontare questo problema e trovare delle soluzioni. Quindi mi sembra che la proposta di Silvio Berlusconi sia una proposta concreta che mette sul tavolo un problema serio, sul quale bisogna finalmente che gli Stati si applichino e diano una risposta.
E' una strada percorribile? Io non sono un tecnico, però se lo dice Silvio Berlusconi credo sia una soluzione su cui riflettere attentamente.



Sul bando per l'assegnazione dei contratti di servizio delle agenzie stampa il Dipartimento Editoria della presidenza del Consiglio ha commesso errori imperdonabili avallati da tanti esponenti del Pd e dal governo.

Se non fosse stato per l'opposizione di Forza Italia, che ha svolto il proprio ruolo in maniera ineccepibile, e per l'Anac, che ha confermato l'esistenza di una delibera che non esclude la possibilita' di una procedura negoziata, si sarebbe proceduti con un'azione arbitraria che avrebbe causato licenziamenti e chiusure di redazioni.

Ora il Pd, il governo e il Dipartimento corrano ai ripari, modifichino il bando e si scusino per l'arroganza dimostrata con i professionisti coinvolti e con le opposizioni per le offese a loro rivolte. (ANSA)



(ANSA) - I limiti di cadmio nei fertilizzanti utilizzati in Europa vanno ridotti tenendo conto di "obiettivi realistici e realizzabili" come "delle conseguenze socioeconomiche delle misure adottate". Lo ha detto Elisabetta Gardini (Fi-Ppe), presentando alla Commissione Ambiente dell'Europarlamento il suo progetto di parere sulla proposta di regolamento sui fertilizzanti.

La Commissione europea vorrebbe un limite massimo di cadmio nei concimi a 60 mg/kg, che diventerebbero 40 dopo tre anni e 20 dopo dodici anni. Tenuto conto che oggi non esistono limiti di questo tipo nella legislazione Ue, il rapporto Gardini fissa il valore a 60 mg/kg "con una clausola di revisione" per un'eventuale futura riduzione "basata su tecnologie disponibili e reali contenuti di cadmio nel suolo".



Spiace vedere posizioni istituzionali espresse dal presidente Antonio Tajani interpretate come posizioni personali. Il presidente del Parlamento europeo e' tenuto a esprimere la posizione maggioritaria dell'assemblea, come ricordato dallo stesso Tajani all'apertura della scorsa plenaria di Strasburgo". Cosi' Elisabetta Gardini, capogruppo della delegazione di Forza Italia al Parlamento europeo, in merito alle dichiarazioni di Tajani sulla figura di Ted Malloch quale eventuale ambasciatore Usa nell'Ue. (ANSA)



Possiamo dire di avere raggiunto un buon compromesso e durante il negoziato con il Consiglio potremmo ancora correggere qualche elemento, per far sì che determinati settori possano trovare in Europa spazio di crescita.

Come delegazione italiana del Ppe ci siamo battuti, nel corso dei lunghi negoziati, per la creazione di un fondo centralizzato a livello europeo che punta a un'armonizzazione della compensazione dei costi indiretti, che ricadono soprattutto sul prezzo dell'energia, per evitare discrezionalità degli Stati membri e differenze troppo ampie nei livelli di compensazione, che creano fenomeni di dumping interno.



L'ipotesi di una candidatura di Walter Veltroni, storico volto del Pd, alla presidenza della Lega di serie A, è indice della storica presunzione della sinistra italiana di occupare tutte le poltrone.
Quando si è occupato di teatro Veltroni ha costruito il Globe theatre di Londra a Roma, quando si è occupato di televisione ha firmato un flop clamoroso, così come ha scritto alcuni dei più dimenticati fallimenti editoriali.
Con questi precedenti come pensa di ambire al ruolo di presidente della Lega di serie A?
Perché non rispolvera il progetto, strombazzato con enfasi, di andare in Africa?
Con i vari vitalizi al suo attivo siamo sicuri che se lo può permettere con grande facilità.



E' fondamentale che l'Ue mostri la propria solidarieta' alle popolazioni colpite dal terremoto e che il Parlamento europeo si sia dimostrato in prima linea. La delegazione italiana del Ppe ha lavorato intensamente affinche' la posizione di tutto il Gruppo Ppe potesse convergere verso una rapida adozione del testo in linea con il carattere di urgenza della proposta. In questo e' stato fondamentale l'aiuto del Capogruppo, Manfred Weber.
Accordare una procedura semplificata a tale proposta permettera' all'Ue di mostrare la sua azione concreta e la sua solidarieta' alle popolazioni colpite. Non stiamo chiedendo un'eccezione per l'Italia ma uno strumento che sia a disposizione di tutti gli Stati membri colpiti da catastrofi naturali.



Quanto accaduto a Parigi ci dice che le nostre città non sono sicure e per questo deve essere rivista la politica sull'immigrazione a partire dalle rotte tra la Libia e l'Italia che devono essere chiuse come ha affermato ieri il presidente Tusk.
Per questo le parole dell'Alto Commissario Mogherini stridono con l'attualità della cronaca.
E' un dovere del governo italiano e dell'Europa cercare di limitare l'immigrazione incontrollata e di farlo con ogni mezzo possibile. Non si può continuare a rimanere inerti di fronte a questa che appare sempre più un'invasione incontrollata.

 



Le parole del presidente Tusk fanno ben sperare per il futuro. Chiudere e monitorare le rotte tra la Libia e l'Italia utilizzate dagli scafisti è un provvedimento sacrosanto e da prendere immediatamente. L'Italia in questi anni ha pagato un prezzo altissimo per l'impegno di uomini e mezzi ed è stata lasciata sola a gestire un'emergenza umanitaria che ha coinvolto milioni di persone che si sono riversate senza alcun criterio sulle nostre coste. Ora è necessario intervenire affinché questo mercato dell'orrore abbia fine.