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Articolo del giorno

Il Gazzettino - Un pasticcio giudiziario per un caso politico
18 Feb 2019 12:22Il Gazzettino - Un pasticcio giudiziario per un caso politico

Ma l’Italia ha bisogno di questo? Secondo alcuni magistrati e secondo una consistente parte politica sembrerebbe di sì!     Fonte: Il Gazzettino - 18 febbraio 2019  

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Incontro con Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per le migrazioni.

“Abbiamo espresso al Commissario Avramopoulos il nostro compiacimento per l’iter finalmente avviato di modifica di Dublino III che consideriamo da sempre un’assoluta priorità. Abbiamo ribadito che auspichiamo una rapida e radicale modifica sostanziale e “non cosmetica” di quello che certamente rappresenta un’anomalia del sistema europeo dell’accoglienza.
Inoltre abbiamo evidenziato e condiviso con Avramopoulos la necessità di far svolgere anche all’Europa, e non soltanto agli Stati membri, un ruolo di attore protagonista, in riferimento soprattutto alla stipula di accordi di rimpatrio, in particolare con gli Stati africani, data anche la peculiarità dei flussi migratori registrati in Italia che, a differenza di quello che accade nella tratta balcanica, sono costituiti in larga parte da migranti economici e non da rifugiati”. Questa la dichiarazione dei deputati della Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni (LIBE), Alessandra Mussolini e Salvo Pogliese che, accompagnati dal Capogruppo di Forza Italia Elisabetta Gardini, hanno incontrato oggi il Commissario per le Migrazioni, gli Affari Interni e la Cittadinanza, Dimitris Avramopoulos per affrontare la tematica dell’immigrazione.

Infine sul Brennero, gli Onorevoli Gardini, Mussolini e Pogliese hanno stigmatizzato l’atteggiamento dello stato austriaco che, se dovesse perdurare, rappresenterebbe un colpo mortale a uno dei principi fondanti dell’UE, senza considerare gli enormi danni economici arrecati all’economia italiana nel suo complesso.





 

 

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Care amiche, cari amici siamo contenti di potervi presentare il nostro nuovo SITO WEB in cui potrete trovare il...

Pubblicato da Il Centrodestra - Uniti per Bolzano su Martedì 12 aprile 2016


da La Stampa

È un segnale importante per l’industria del «made in Italy»


12/04/2016
MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES
La vendetta è consumata. L’ultima volta, sei anni fa, finì 309 a 309, dopo giorni di attività di lobby feroce da un lato e dall’altro, però il pareggio equivalse a una sconfitta e vinsero i “sì”. Adesso la richiesta dell’Europarlamento alla Commissione Ue perché ripensi il sistema dei «profili nutrizionali» sulle etichette dei prodotti alimentari è passato 402 a 285.
In parole semplici, Strasburgo chiede all’entità che scrive le proposte di legge europee di stabilire un sistema che sia veramente informativo e non penalizzante di certi prodotti, quelli magari che pur essendo grasso, si consumano in quantità modiche, come il parmigiano. La decisione taglia indirettamente le gambe anche al sistema del “semaforo” introdotto nel Regno Unito, codice che - su base solo proporzionale - marchio con il rosso, giallo e verde, salumi, dolci e cioccolata. Col risultato che una «Cola» finisce per essere consigliata e i tortellini no.
Il senso della sfida
È un segnale importante per l’industria del «made in Italy» per il quale lungo la penisola si è combattuto molto negli ultimi anni. Il voto è netto, ma non vincolante. La Commissione ha avviato da diverse settimane la fase di ripensamento della norma che regolamenta l’informazione al consumatore sulle etichette alimentari, limitandone la pubblicità se superano certi contenuti di grassi o altri elementi ritenuti a rischio. Quando fu varata si sentì dire che questa decisione «metteva al bando la crema di nocciole». Era una esagerazione - si proibiva, ad esempio, alle pubblicità di fa passare il messaggio secondo cui una squadra di calcio vince perché magia dolciumi - ma rendeva bene il senso complessivo del quadro normativo.

Il pronunciamento
Al paragrafo 47 del rapporto Kaufman approvato dall’Europarlamento - a favore del quale si erano pronunciati Federalimentare, Coldiretti, parlamentari italiani e governo (quattro entità da prendere a modello per la capacità di parlare sempre con una voce sola indipendentemente dall’origine e dal colore politico) - si «invita la Commissione, in considerazione dei gravi e persistenti problemi» nell’attuazione del regolamento sulle indicazioni nutrizionali e sulla salute, «a riesaminare la base scientifica, l’utilità e la fattibilità di tale regolamento nonché eventualmente a eliminare il concetto di profili nutrizionali».

Le ragioni
La valutazione meccanica non è sufficiente, per Strasburgo. Il contenuto di zuccheri e grassi di un prodotto va commisurato con il consumo che se ne fa, anche perché si tratta di sostanza di cui il nostro corpo ha bisogno nelle giuste proporzioni. Oltretutto, se si applica il concetto meramente quantitativo, si scopre che una bibita gasata industriale con coloranti e conservati è apparentemente più sana di una sogliola: una ha il “verde” l’altra il “giallo”. In genere i consumatori fanno attenzione ai colori nelle loro decisioni commerciali. Così magari a Brighton non comprano il panettone (rosso) ma un formaggio industriale fatto in Galles (verde). Non il culatello ma la Red Bull, che pure e buona, ma... Se ne deduce che il “made in Italy” è penalizzato. Oltre che la buona tavola.
Il precedente
Nel 2010 era già stato presentato un analogo emendamento dell’eurodeputata tedesca del Ppe, Renate Sommer, ma per un voto non era stato approvato. Ora la risoluzione attesta un cambiamento del clima politico dovrebbe rappresentare un argine ai profili nutrizionali che classificano i cibi in buoni e cattivi sulla base del contenuto di grassi, grassi saturi, sali e zuccheri senza guardare alla dieta nel suo insieme, come richiesto dai produttori italiani. I profili sono tra l’altro alla base dei “semafori” alimentari adottati dalla Gran Bretagna.
Le reazioni
Italiano in brodo di giuggiole, genere che forse non avrebbe l’etichetta verde nel Regno Unito. «Un segnale forte alla Commissione europea per quanto riguarda qualsiasi forma di sistema di etichettatura sul genere del semaforo inglese», dice Paolo De Castro (Pd), coordinatore per il gruppo dei socialisti e democratici della Commissione agricoltura dell’Europarlamento. «Abbiamo protetto l’eccellenza della dieta mediterranea», assicurano Elisabetta Gardini e di Alberto Cirio, entrambi di Forza Italia. «Ora ci aspettiamo che la Commissione Ue faccia un salto di qualità concreto su questo piano», ha ammesso il ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina, al quale toccherà battagliare a Bruxelles perché il regolamento venga modificato. Ce la si può fare. Ma vista la reazione di certe capitali - Londra come Berlino - non sarà né facile, né rapida.  









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